Dopo i due anni di restrizioni anche il Turismo Enogastronomico in Italia è pronto a ripartire. L’enogastronomia ha un ruolo sempre più importante nell’organizzazione di un viaggio e, la presenza di esperienze dedicate, condizionano, oggi più che mai, la scelta della destinazione.

 

Le previsioni per il prossimo futuro, in questo settore, sono positive: “Emergono decisi segnali di ripresa dopo un biennio difficile. L’obiettivo per il prossimo futuro è generare valore economico e nuove opportunità per le destinazioni, puntando su sostenibilità, innovazione ed esperienzialità” afferma Roberta Garibaldi nel Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano 2022.

 

Il report mostra una fotografia sull’offerta eno-gastro-turistica italiana e delinea dieci tendenze nel settore.

La crisi economica di questi due ultimi anni, come abbiamo più volte ribadito, ha provocato danni ingenti al comparto, facendo emergere criticità e nuove e difficili sfide che gli addetti ai lavori sono stati chiamati ad affrontare. Anche le esigenze del consumatore sono cambiate. Come già emerso nel Rapporto sul Turismo Enogastronomico 2021 e dall’intervista  a Roberta Garibaldi fatta lo scorso anno,  il viaggiatore è più esigente, attivo, è sempre più alla ricerca di esperienze autentiche e immersive che strizzano l’occhio alla sostenibilità. L’esperienza, le emozioni e le sensazioni vissute durante il viaggio enogastronomico, stanno diventando sempre più importanti nella mente del turista. Quali sono dunque i trend da tenere d’occhio?

 

Museo dell’Arte, del Vino e della Vite

1. Local is the new global

Un fazzoletto di terra come l’Italia, ha raggiunto il primato europeo per il numero di produzioni certificate (26%), numero di aziende con coltivazione di uva e di ulivo, beni Unesco legati all’enogastronomia e numero di imprese di ristorazione. Questo patrimonio esercita una forte capacità attrattiva sul turista enogastronomico e le aziende hanno posto sempre più l’attenzione sull’importanza dell’offerta locale.

 

2. La crescita del biologico

Negli ultimi anni è aumentata In Italia la superficie destinata ad agricoltura biologica, e questo dato rappresenta un valore aggiunto in ottica turistica, favorita dalla maggiore sensibilità dei viaggiatori verso queste tematiche.

 

3. Il vino  catalizzatore di prenotazioni

Protagonista indiscusso dell’enogastronomia è il vino, che negli ultimi due anni ha registrato una crescita nel numero di esperienze proposte. Il 6% delle prenotazioni effettuate sul portale Tripadvisor con destinazione Italia ha riguardato degustazioni e tour in cantina. Toscana e Piemonte detengono il primato delle esperienze enogastronomiche.

 

4. I birrifici saranno le nuove mete turistiche

Non solo vino, anche la birra può rappresentare un importante traino per il turismo così come succede già in Paesi come Germania, Belgio e Stati Uniti. Dopo un bienno non proprio roseo per i birrifici italiani dovuto principalmente al blocco del canale Horeca, la proposta di esperienze legate al mondo della birra potrebbero rappresentare un’opportunità di ripresa e di crescita per il comparto.

 

5. Aprire le strade a bici ed escursionisti

Quante Strade del Vino ci sono in Italia? Tante e sparse lungo lo stivale. Sono tuttavia poco valorizzate pur avendo enormi potenzialità di crescita e pur rappresentando un interessante traino per il turismo in generale. Gli enti e i comuni potrebbero sfruttare gli investimenti pubblici per incentivare la mobilità sostenibile attraverso la creazione di piste ciclabili, sentieri che portano il turista a scoprire, camminando o pedalando, gli angoli e le realtà più affascinanti del territorio. Il tutto si potrebbe valorizzare attraverso  mappe digitali con relativi punti di interesse, tra cui cantine, malghe, fattorie e luoghi di ristoro e pernottamento. Pensate all’indotto che si potrebbe generare per l’intero territorio.

 

6. I musei del gusto: superare il gap digitale

Il racconto dell’Italia enogastronomica passa dai musei. Con 129 Musei del Gusto il nostro Paese si aggiudica il primato in Europa, davanti a Spagna (107) e Francia (88), anche se non esiste un museo di rilevanza nazionale. Bisogna portare innovazione nei musei: poli museali dovrebbero diventare spazi poli-funzionali capaci di promuovere e valorizzare il territorio in linea con le esigenze del viaggiatore sempre più incline a scoprire le ricchezze di quel luogo particolare. Esistono, tuttavia, diversi limiti alla fruizione e alla valorizzazione di questi asset. In particolare la carenza di strumenti digitali:  solo 36 musei su 129 hanno un proprio sito web e il tour virtuale al museo, strumento efficace per incuriosire ed attrarre pubblico in presenza, è quasi del tutto assente o inefficace. Argomento quest’ultimo di cui, noi di Vivila, abbiamo più volte parlato.

 

7. Corsa al patrimonio Unesco

In Italia si contano 58 patrimoni dell’Umanità, una ricchezza di arte, storia e cultura che tutto il mondo ci invidia e che oggi più che mai ha bisogno di essere rilanciata. Si tratta di un primato recente e favorito dagli sforzi profusi a livello nazionale e regionale nel sostenere le candidature, che, nel frattempo, si sono moltiplicate. Ottenere il riconoscimento Unesco, significa aumentare l’attrattività di un territorio e far crescere la sua economia.

 

8. Una ristorazione in difficoltà, ma innovativa e dinamica

A causa della crisi, molte imprese di ristorazione sono state costrette a chiudere, altre hanno registrato un calo di fatturato. Nonostante la riapertura, la crisi non è ancora del tutto passata, ma è cresciuto il numero di aziende (+1%) e sono nati nuovi format  come gli home delivery, le degustazioni digitali e video-ricette con gli chef, i temporary restaurant negli alberghi, i ghost kitchen, “Food as a Service” (modello che unisce i servizi di ristorazione con i supermercati) e le cene in presenza, che mostrano un settore dinamico alla conquista di nuovi e variegati pubblici.

 

9. Agriturismo, luogo del benessere

Negli ultimi due anni è cresciuto il numero degli agriturismi (+2% nel biennio 2019-20), in particolare quelle che offrono proposte di degustazione (+8%) e di altre attività, soprattutto all’aria aperta (+10%), attestandosi come luogo di benessere capace di unire natura, gusto e bellezza paesaggistica. Al crollo delle presenze straniere, è corrisposto un aumento di visitatori italiani rispetto agli anni passati. Tuttavia il valore della produzione agrituristica è sceso del 48,9% rispetto al 2019. La regione con più agriturismi è la Toscana seguita dal Trentino Alto Adige. La Campania ha registrato una crescita del 13,2% di agriturismi tra il 2019 e il 2020.

 

10. La capacità di valorizzazione delle grandi Regioni del Centro-Sud

Il report mette in evidenza i livelli di competitività delle regioni.  Puglia, Campania e Sicilia sanno valorizzare le risorse enogastronomiche del territorio, a fronte di un ambiente socioeconomico tendenzialmente meno favorevole rispetto alle grandi regioni produttive dell’Italia centro-settentrionale (Lombardia, Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana e Lazio). Le altre regioni, che hanno basso numero di aziende nei settori considerati, necessitano, a seconda dei contesti, di “stimoli” settoriali e/o di più ampio respiro.

 

 

CHI È ROBERTA GARIBALDI

 

 

Credo nel turismo enogastronomico come leva per lo sviluppo del nostro Paese e convoglio le mie energie nella ricerca, nella condivisione e nella sensibilizzazione su questo tema” si legge sul suo sito www.robertagaribaldi.it

Roberta Garibaldi è professore universitario e membro del Board of Directors della World Food Travel Association, del Board of Advisors del World Gastronomy Institute e del Consiglio di Presidenza della Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR).

Autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e Presidente Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.

È stata speaker a convegni tematici organizzati da UNWTO e World Economic Forum a Davos. È Topic editors della rivista scientifica «Sustainability”, nel board editorial di “Tourism Review” e di “Indonesian Journal of Tourism and Leisure”.

Si occupa di ricerche e di progetti applicati per territori e realtà imprenditoriali relative al turismo enogastronomico. 

IL RAPPORTO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO

Il Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano è lo studio più importante sul settore, documento di riferimento per istituzioni ed operatori a livello nazionale, regionale e locale. Anche questa edizione si avvale del sostegno di UniCredit, PromoTurismoFVG, Valdichiana Living e Visit Emilia e del patrocinio di Fondazione Qualivita, ISMEA e Touring Club Italiano.

 

 

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