Dopo due anni tra chiusure e restrizioni, musei, teatri, siti archeologici e centri culturali finalmente tirano un sospiro di sollievo: secondo i dati dell’Osservatorio Innovazione Digitale nei Beni e Attività Culturali della School of Management del Politecnico di Milano, i musei registrano una crescita delle entrate del 36% e i teatri del 23% anche se in entrambi i casi i dati sono più bassi rispetto al 2019.

 

L’altra buona notizia è che, con la ripresa del turismo, la spinta al digitale che ha interessato tante istituzioni culturali italiane, non si arresta. Strumenti tecnologici quali app a supporto delle visite in loco, prenotazioni e vendita dei biglietti online, tour virtuali, rimangono importanti e, secondo le previsioni, verranno ulteriormente sviluppati nei prossimi anni.

 

Gli strumenti digitali sono ormai un supporto importante sia ai processi gestionali che alla veicolazione dei contenuti. La biglietteria online, non solo ha reso l’esperienza dei visitatori più smart, ma ha permesso a musei e teatri di raccogliere dati su di loro che possono essere utilizzati per fare remarketing, per proporre contenuti ad hoc e studiare nuove soluzioni. Offrire al visitatore modalità di fruizione innovative ha consentito inoltre al settore culturale di avvicinare un pubblico variegato costituito soprattutto dalle nuove generazioni.

 

musei e digitale

MUSEI, TEATRI E DIGITALE: I DATI

Se gli strumenti digitali sono fondamentali per il settore culturale, tuttavia emergono differenze tra musei e teatri:

  • l’acquisto online è disponibile nel 78% dei teatri. Questi ultimi investono di più nel marketing digitale rispetto ai musei: il 59% fa pubblicità online o sui social, il 23% search engine optimization, il 10% remarketing, il 58% raccoglie dati in modalità digitale e il 14% ha investito in sistemi di cybersicurezza e di protezione dei dati. Anche nei prossimi anni l’investimento in digitale si concentrerà sul marketing, la comunicazione e il customer care (40%), sulla biglietteria e sulla gestione delle prenotazioni e controllo degli accessi (18%).
  • Per i musei, monumenti e aree archeologiche, le percentuali registrate sono inferiori. E, a differenza dei teatri, gli investimenti saranno indirizzati verso la conservazione e digitalizzazione della collezione. Il 19% sul totale degli investimenti riguarderà invece il supporto digitale ai servizi a sostegno della visita in loco, dato quest’ultimo interessante che mostra la diffusa consapevolezza dell’importanza di utilizzare modalità di fruizione innovative.

Se da un lato il settore culturale ha adottato nuovi modelli business sfruttando le nuove tecnologie, tuttavia c’è ancora molta strada da fare: la comunicazione digitale spesso non è accompagnata dalla presenza di una strategia dedicata, da figure professionali con competenze specifiche e da investimenti a lungo-medio termine. I dati rilevano che solo una istituzione su cinque ha un piano strategico dedicato al digitale e una su due non ha nessuna risorsa dedicata. 

 

Per quanto riguarda i dati riferiti al visitatore, si rileva una netta differenza tra musei e teatri. Mentre per i primi il canale privilegiato di ricerca è il sito ufficiale (il 49%) e il motore di ricerca (il 40%), per i teatri il canale più utilizzato è il motore di ricerca (28%), seguito dal passaparola (26%). L’acquisto nei musei viene fatto soprattutto in  loco mentre per i teatri  è ormai diffuso anche l’utilizzo della biglietteria online direttamente sul sito del teatro (30%) oppure presso intermediari.

 

La Visione di Leonardo

ALCUNI ESEMPI VIRTUOSI IN ITALIA

Come abbiamo visto in questo articolo in Italia abbiamo diverse istituzioni culturali all’avanguardia che hanno adottato soluzioni innovative per migliorare la visita in presenza, e altre che propongono contenuti online come esperienze e tour virtuali.

 

Un esempio è la Galleria degli Uffizi a Firenze che ha messo appunto un’app che guida l’utente durante la visita. Indossando le cuffie o avvicinando il telefono all’orecchio è possibile ascoltare le spiegazioni delle opere e c’è la possibilità di riconoscere le opere d’arte inquadrandole con la fotocamera e di accedere alle informazioni corrispondenti.

 

Anche il Museo della Scienza e della Tecnologia Leonardo da Vinci di Milano ha creato un’app che consente al visitatore di capire dove si trova all’interno del museo, cosa c’è intorno a lui, quali sono le diverse sezioni e tutti i luoghi di servizio. Quest’estate ha inoltre lanciato “La Visione di Leonardomostra digitale in realtà aumentata  nei luoghi legati alla vita di Leonardo da Vinci con l’intento di ampliare lo spazio museale e offrire esperienze innovative ai visitatori del museo e della città.

 

Il Mann, Museo Archeologico Nazionale di Napoli,  nel 2017 ha lanciato il videogame Father and Son, a cura di Tuo Museo, che consente di esplorare diverse collezioni museali e di sbloccare contenuti inediti. Il videogioco ha avuto un grande successo anche fuori dall’Italia tant’è che da poco è uscita la seconda edizione.

 

Tra i siti archeologici non possiamo non citare Aquinum Open Heritage  nuovissimo progetto di archeologia digitale  che propone un modo innovativo di valorizzare e promuovere l’area archeologica di Aquino attraverso l’uso di strumenti digitali e modalità di fruizione interattiva e coinvolgente, come ricostruzioni 3d e visualizzazione immersiva.

 

Alla luce di queste considerazioni possiamo dire che ci troviamo di fronte ad una nuova era nell’ambito del settore culturale in cui si è finalmente diffusa la consapevolezza che l’Innovazione è la strada da percorrere nel presente e nel futuro, un’occasione unica per valorizzare e promuovere lo straordinario patrimonio culturale di cui l’Italia è ricca e per cui è conosciuta in tutto il mondo. Ci auguriamo che, alla luce dei riscontri positivi registrati nell’ultimo anno grazie all’utilizzo degli strumenti digitali, le istituzioni culturali possano avere una visione strategica e a lungo termine e investire non solo in dotazioni tecnologiche ma anche in personale adeguato e competente nell’ambito digitale. 

 

 

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