In tutti settori, anche in quello turistico, avere un approccio data driven è diventato fondamentale. In particolar modo oggi, dopo una crisi che ha profondamente cambiato l’intero comparto, è necessario agire con alla mano dati e informazioni.

 

La crisi ha cambiato le esigenze del turista, il suo approccio, il modo di organizzare il viaggio, di reperire le informazioni ecc. Studi e dati prodotti nel periodo precedente alla pandemia hanno perso ormai gran parte del potenziale informativo. La necessità per Paesi, città e destinazioni turistiche in generale di raccogliere e analizzare i dati e sfruttarne il potenziale è più urgente che mai.

 

Il digitale è un potente strumento di innovazione che, se sfruttato in tutte le sue potenzialità può diventare un prezioso alleato per le scelte strategiche di una destinazione. Pensate alla mole di dati che oggi hanno a disposizione le destinazioni turistiche grazie alle tecnologie sempre più utilizzate nella vita quotidiana e nei viaggi, dati che, se opportunamente analizzati, collegati tra di loro e interrogati, possono aiutare a prendere decisioni strategiche, più efficaci e consapevoli.

 

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L’approccio “data driven” nell’ambito turistico

Ma cosa significa precisamente essere “data driven” per una destinazione? Significa sfruttare i dati relativi al sentiment, alle ricerche, alle prenotazioni per costruire un’esperienza di viaggio in linea con le esigenze dei turisti in arrivo e per lanciare campagne marketing che vadano dritte al cuore dei viaggiatori.

 

In questo modo una destinazione è in grado di prendere decisioni basate su fatti oggettivi, e non su sensazioni personali. Gli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano parlano di “marketing data-driven come una strategia di marketing omnicanale volta dalla valorizzazione dei dati, dalla loro raccolta, analisi ed elaborazione per intercettare il consumatore in maniera coerente e personalizzata in tutte le sue fasi d’acquisto”.

 

Nell’ambito prettamente turistico, adottare questo tipo di approccio significa essere capaci di pianificare strategie di crescita efficaci, attrarre i giusti visitatori, creare offerte ad hoc per loro, ottenere un vantaggio competitivo senza precedenti. Lasciarsi guidare dai dati significa giocare di anticipo intercettando i nuovi trend.

Le destinazioni turistiche possono così investire su progetti mirati, attivare campagne di marketing monitorandole e affinandole in tempo reale, andando a intercettare il giusto visitatore, nel modo e nel momento giusto.

Data Appeal Company per le destinazioni turistiche

Diventare una destinazione data driven non è processo immediato: significa attuare un cambiamento prima nella mentalità, ci vuole una cultura del dato radicata, tanta formazione, bisogna cioè formare gli operatori sul valore di questi dati, ed implica un cambiamento nell’organizzazione. Affidarsi poi ad aziende specializzate in questo ambito, diventa una priorità.

 

In Italia si stanno affermando delle importanti realtà in grado di offrire servizi di livello nell’ambito dell’analisi dei dati. Una di queste è The Data Appeal Company, giovane azienda con sede a Firenze, attiva nello sviluppo di soluzioni di vertical AI analytics e un punto di riferimento nel settore.
La società opera in diversi settori compreso quello turistico e, l’esperienza accumulata negli anni, ha permesso di creare Data Appeal Studio, la prima piattaforma di analisi territoriale all-in-one per le destinazioni turistiche, uno strumento capace di raccogliere, analizzare e mettere a confronto tutti i dati disponibili online su qualsiasi tipo di destinazione per sapere sempre con esattezza cosa accade sul mercato, cosa pensano e come si comportano i viaggiatori e quali sono le reali opportunità di sviluppo per la meta turistica.

 

La piattaforma, ideata da esperti del mondo turistico, si focalizza su tre ambiti di ricerca:

  • prenotazioni e arrivi: analizza arrivi e prenotazioni di hotel e voli aerei previsti nei prossimi mesi, per programmare con più sicurezza le strategie di marketing e aiutare gli operatori ad affrontare al meglio ogni periodo dell’anno;
  • analisi della reputazione: analizza come una destinazione appare agli occhi dei viaggiatori attraverso analisi semantiche di recensioni online, contenuti social ecc. per capire e studiare su quali aspetti fare leva per creare un’offerta turistica ad hoc;
  • comparazione e benchmarking: analizza i competitor e testa le loro performance.

In un momento di cambiamento epocale nell’ambito turistico, come quello che stiamo attraversando, diventa prioritario per tutte le destinazioni turistiche affidarsi ai dati per tornare a crescere e migliorare le proprie performance. Navigare a vista non è mai stata una buona strategia a maggior ragione in questo periodo storico. 

 

 

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