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Il turismo enogastronomico rappresenta un importante traino per il turismo in Italia. Vi sarà capitato sicuramente all’estero, di incontrare persone locali che, non appena sentono che siete italiani, associano immediatamente l’italianità alla pizza, alla mozzarella, agli spaghetti. La cucina italiana, sappiamo bene, è apprezzata a livello globale, rappresenta uno dei “pezzi forti” del Bel Paese che tutto il mondo ci invidia!

Con la pendemia è emerso uno scenario del tutto inaspettato. Nonostante i vari lockdown e le tante restrizioni, il suo ruolo sembra essersi rafforzato. Sempre più persone, sia italiani che stranieri, scelgono esperienze enogastronomiche nei propri viaggi. Attivi, esigenti e smart, i “viaggiatori golosi” sono sempre più alla ricerca di esperienze autentiche da vivere e ricordare, che strizzano l’occhio alla sostenibilità. E, per la ricerca e la prenotazione, utilizzano sempre più il digitale strumento utile anche per il post viaggio.

E, proposito di digitale, sono tante le aziende nel settore turistico che, nel periodo della pandemia, hanno sfruttato a pieno questo strumento per creare un primo contatto con potenziali clienti e stimolare i turisti prima della visita reale.

Questi sono alcuni degli aspetti emersi dal “Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano” a cura di Roberta Garibaldi, punto di riferimento in Italia per il Turismo Enogastronomico.

Sono anni che seguiamo il suo prezioso lavoro da cui traiamo tanti spunti interessanti e stimolanti. Abbiamo pensato di intervistarla per approfondire il ruolo del turismo enogastronomico in Italia e capire i nuovi trends.

L’INTERVISTA

  1. Si occupa di Turismo Enogastronomico da moltissimi anni. Ha viaggiato molto e visitato le best practice in tutto il mondo portando il suo contributo.A che punto è il Turismo Enogastronomico in Italia e quanta strada ha ancora da fare?

Il ruolo dell’enogastronomia nel turismo, nonostante la crisi legata alla pandemia, è andato rafforzandosi, in Italia e nel mondo. Questo perché intrinsecamente è legato al desiderio di conoscere il cibo e di arricchirsi grazie ai valori identitari, ispirazionali e sociali che esso racchiude e veicola. Il nostro Paese vanta un patrimonio unico in termini di ricchezza e varietà, non solo delle produzioni di eccellenza, ma anche di proposte a tema. C’è ampio spazio per progetti e iniziative di valorizzazione, soprattutto a livello di sistema e nel legame tra aree urbane e rurali, poiché l’enogastronomia può essere da traino per l’intero settore turistico. Sarà importante in futuro essere capaci di creare valore per turisti e residenti, mettendoli al centro di un processo di crescita, che tenga conto delle loro esigenze e di quel territorio, all’insegna della sostenibilità.

 

  1. Il turismo esperienziale legato a un territorio specifico e ai suoi prodotti tipici è molto apprezzato dal pubblico estero.Chi è particolarmente affascinato da questo tipo di esperienze tra americani, cinesi ed europei?

L’anno scorso (2020) avevamo mappato l’interesse verso il turismo enogastronomico in USA, Canada, Francia, Spagna, Messico e Cina. Il 71% di questi turisti ha dichiarato di voler vivere esperienze enogastronomiche che siano memorabili, mentre il 59% che le esperienze a tema li aiutano a scegliere tra più destinazioni. Tutti i Paesi mostrano un forte interesse, che è andato consolidandosi dal 2016. Se guardiamo i turisti enogastronomici – ossia coloro che hanno svolto un viaggio con pernottamento con motivazione primaria l’enogastronomia – spiccano Cina e Messico; la crescita di questi turisti dal 2016 è stata rispettivamente +12% e +10%.

 

  1. Qual è il contributo dei social e dell’online nella valorizzazione delle nostre eccellenze?

Il Rapporto 2021 evidenzia che i turisti italiani utilizzano una pluralità di fonti per scegliere la meta e/o l’esperienza a cui partecipare in viaggio. Il passaparola tradizionale da sempre, è ancora oggi la fonte più utilizzata e considerata più attendibile. Così come il web, che ha numerose declinazioni: dai siti tematici ai social network, passando per i meta-search (come TripAdvisor). Rispetto al 2019 cresce Instragram a scapito di Facebook. Interessante a tale proposito quanto fatto dal Museo Lavazza di Torino, che ha creato la prima audioguida con la voce di un noto speaker radiotelevisivo fruibile attraverso Instagram per guidare il visitatore nel percorso espositivo. Il Museo ha colto appieno la potenzialità del social network, creando occasioni che possono trasformarsi in una visita reale futura.

 

  1. Con la pandemia abbiamo assistito al moltiplicarsi di esperienze, eventi e tour virtuali.Cosa pensa dell’utilizzo di questa modalità ai fini della valorizzazione di un territorio e alla promozione di un’azienda?

Numerose sono state le aziende che, per sopperire all’impossibilità fisica o economica di una visita in loco, hanno creato proposte di varia natura sui canali digitali. Questo patrimonio non deve essere disperso, ma valorizzato. La degustazione digitale è un modo per creare un primo contatto di carattere personale, per conoscere il prodotto, per stimolare il turista alla visita. E vendere, sia prodotti che esperienze (per esempio attraverso voucher). È, pertanto, fondamentale prestare attenzione a tutti i dettagli: da quelli di natura tecnica, come connessioni stabili e videocamere digitali professionali, ai contenuti.  I momenti live così come i video potrebbero caratterizzarsi per una narrazione coinvolgente e ricca, la presenza di assaggiatori professionisti, la vendita di kit di degustazione che abbinano vini/birre con cibi o piatti (pronti o da preparare), momenti ludici, nuove proposte (come lezioni di yoga con degustazioni).

CHI È ROBERTA GARIBALDI

 

 

Credo nel turismo enogastronomico come leva per lo sviluppo del nostro Paese e convoglio le mie energie nella ricerca, nella condivisione e nella sensibilizzazione su questo tema” si legge sul suo sito www.robertagaribaldi.it

Roberta Garibaldi è professore universitario, è nel Board of Directors della World Food Travel Association, nel Board of Advisors del World Gastronomy Institute e del Consiglio di Presidenza della Società Italiana di Scienze del Turismo (SISTUR).

Autrice del Rapporto sul Turismo Enogastronomico Italiano e Presidente Associazione Italiana Turismo Enogastronomico.

È stata speaker a convegni tematici organizzati da UNWTO e World Economic Forum a Davos. È Topic editors della rivista scientifica «Sustainability”, nel board editorial di “Tourism Review” e di “Indonesian Journal of Tourism and Leisure”.

Si occupa di ricerche e di progetti applicati per territori e realtà imprenditoriali relative al turismo enogastronomico. 

IL RAPPORTO SUL TURISMO ENOGASTRONOMICO

Il Rapporto Sul Turismo Enogastronomico Italiano 2021, presentato il 6 maggio in Senato, ha il patrocinio di ENIT, Fondazione Qualivita, ISMEA e Touring Club Italiano e il sostegno di PromoTurismoFVG, Visit Emilia, Valdichiana Living e UniCredit.

Il Rapporto 2021 presenta analisi quanti-qualitative, ricerche inedite e contributi del Comitato Scientifico, rappresentato da autorevoli esperti del mondo accademico e scientifico, nazionali e internazionali, offrendo una panoramica a 360 gradi del turismo enogastronomico e quest’anno anche una particolare attenzione alle dinamiche e ai nuovi trend della domanda italiana, nella fase post-Covid, la cosiddetta “nuova normalità”.

Il Volume I – Trend e Tendenze è scaricabile al seguente link: https://bit.ly/3v1cF96.

 

Ringraziamo Roberta Garibaldi per l’intervista e per il tempo prezioso che ci ha dedicato e le facciamo in nostri complimenti per il suo lavoro e un in bocca al lupo per i suoi futuri progetti.

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