Da qualche anno a questa parte, complice anche la pandemia, il settore museale è stato investito dalla digital transformation. Da Madrid a Parigi, da Taranto a Napoli, molti sono i musei e i siti archeologici nel mondo ad aver ampliato la propria offerta oltre lo spazio fisico proponendo al visitatore modalità di fruizione innovative.

 

Mostre virtuali, videogiochi, applicazioni di archeologica digitale rappresentano un modo novo di raccontare il museo, la sua storia, le sue collezioni, in cui il pubblico non è più fruitore passivo ma protagonista dell’esperienza culturale.

 

L’utilizzo della gamification e della realtà virtuale in particolar modo, ha cambiato l’esperienza della visita rendendola sempre più immersiva, interattiva, condivisa e divertente.

Questo approccio si è dimostrato una strategia vincente per alcuni musei che, durante la chiusura forzata dovuta alla pandemia, non solo sono riusciti a far fronte alla mancanza di incassi, ma hanno anche trovato un modo intelligente ed efficace per mantenere vivo il rapporto con il proprio pubblico, sbarcare oltre confine e avvicinare i più giovani.

 

Ma quali sono gli esempi più interessanti in Europa? Abbiamo raccolto cinque tra musei e siti archeologici che hanno saputo cavalcare l’onda del gaming e del virtuale.

MUSEO DEL PRADO – MADRID

Tra gli esempi più interessanti vi è quello del Museo Nacional del Prado a Madrid  che diventa uno spazio virtuale grazie al videogioco Animal Crossing della Nintendo. Con un click puoi visitare con Goya la casa in cui ha realizzato i suoi dipinti o immergerti in cinque percorsi tematici della pinacoteca che ti permettono di osservare le opere di  Rubens, El Greco, Velázquez, Goya  e di conoscerne le storie.  I tour, che possono essere effettuati sia nel videogioco che dal sito web del museo, cercano di avvicinare le collezioni della galleria d’arte ai giocatori di tutto il mondo, soprattutto giovani.

CENTRE POMPIDOU – PARIGI

Anche Centre Pompidou di Parigi ha lanciato un videogioco alla scoperta delle sue collezioni. Si chiama Prisme7 e ha come protagoniste le opere d’arte del museo, Le Rhinocéros di Xavier Veilhan, New York City di Piet Mondrian, Big Electric Chair di Andy Warhol, con cui il giocatore interagisce in maniera multisensoriale. Grazie al videogioco il Centre Pompidou ha oltrepassato i confini nazionali raggiungendo persone di tutto il mondo. Il videogioco è stato infatti reso disponibile in lingua inglese e francese in circa 149 Paesi attraverso la versione gratuita su mobile e computer.

MANN – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI NAPOLI

Anche in Italia abbiamo esempi interessanti. Uno dei precursori è stato il Mann, Museo Archeologico Nazionale di Napoli,  che nel 2017 ha lanciato il videogame Father and Son che consente di esplorare diverse collezioni museali e di sbloccare contenuti inediti. È la storia di un padre che sul punto di morire scrive al figlio e si confessa, rivelandogli che troverà tutti i suoi appunti in ufficio, dentro il Museo archeologico di Napoli. Il gioco è stato tradotto  in diverse lingue, anche in dialetto napoletano e conta 4 milioni i download scaricati in tutti i continenti.

MARTA – MUSEO ARCHEOLOGICO NAZIONALE DI TARANTO

Il Museo Archeologico Nazionale di Taranto nell’anno della pandemia ha lanciato il Tour Virtuale in 3D. Un’esperienza immersiva (che è possibile realizzare anche con i visori virtuali), interattiva e personalizzabile che conduce il visitatore negli oltre seimila metri quadri del museo in un viaggio nel tempo di oltre ventimila anni.

Il MARTA attivissimo sui social network (è tra i pochi ad essere sbarcato su Tik Tok) nel corso di questi due anni ha mantenuto attivo il rapporto anche con le scuole offrendo loro la possibilità di entrare virtualmente nelle sue ampie sale.

 AQUINUM OPEN HERITAGE – CASTROCIELO (FR)

In Italia abbiamo anche esempi interessanti di siti archeologici come quello diAquinum a Casrtrocielo (FR) che, con Aquinum Open Heritage nuovissimo progetto di archeologia digitale, propone un modo innovativo di valorizzare l’area archeologica. Si tratta di un modo innovativo di fare storytelling e promozione del territorio  attraverso l’uso di strumenti digitali e modalità di fruizione interattiva e coinvolgente, come ricostruzioni 3d e visualizzazione immersiva. E così una visita diventa un’esperienza coinvolgente, emozionante e divertente.
degna di essere ricordata.

  

E tu quali altri esempi conosci? Hai mai partecipato ad un videogioco museale? O ad un’esperienza immersiva in museo? Raccontacela nei commenti.

 

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