La capitale italiana della cultura è una città designata ogni anno dal Ministero della Cultura e scelta da una commissione di sette esperti nominata dallo stesso ministero che, per il periodo di un anno, ha la possibilità di mettere in mostra la sua vita e il suo sviluppo culturale.

Promotore dell’idea è stato, nel  2014, Dario Franceschini, Ministro dei Beni Culturali e

del Turismo, a seguito della proclamazione della città di Matera a Capitale Europea della Cultura 2019.

Si tratta di un incentivo che offre l’opportunità alle città designate di valorizzare i beni culturali e paesaggistici e di migliorare i servizi rivolti ai turisti. È una grande occasione di visibilità a livello mondiale e un’opportunità di crescita e rigenerazione. 

Dal 2015 a oggi, il titolo è stato assegnato a Cagliari, Lecce, Perugia, Ravenna e Siena (2015), Mantova (2016), Pistoia (2017), Palermo (2018), Parma (2020 e 2021), Procida (2022), Brescia e Bergamo (2023) e infine Pesaro (2024).

 

Pesaro Capitale della Cultura 2024

 

Perché la nomina a Capitale della Cultura può essere una grande opportunità di

crescita?

In concreto il bando mira a sostenere, incoraggiare e valorizzare le attività culturali partendo dal presupposto che la cultura rappresenta una leva importante di innovazione, coesione sociale, benessere e sviluppo economico.

 

Infatti gli eventi culturali rappresentano dei punti cardine per lo sviluppo turistico ed economico di un territorio. Contribuiscono ad aiutare una città a riposizionarsi sul mercato, creare una nuova immagine di sé stessa, cambiare lo storytelling della stessa generando benefici per l’intera collettività.

Se da un lato le iniziative culturali attirano sempre più nuovi turisti, dall’altro rafforzano la

coesione, favoriscono la cooperazione e alimentano l’orgoglio di essere parte di una comunità. E così città che sono state per anni nell’oblio o che sono state finora poco considerate e conosciute, diventano attrattive e sulla bocca di tutti. Per non parlare delle ricadute economiche nel breve e nel lungo periodo.

 

Per esempio Palermo, Capitale della Cultura nel 2018, ha avuto ricadute economiche dirette per 16,3 milioni di euro a fronte di un investimento da parte dei partner istituzionali di 38,5 milioni.  I visitatori hanno speso in media 628 euro per il pernottamento, i pasti, i trasporti e le altre spese. Pistoia, Capitale della Cultura 2017 ha registrato un boom di presenze di turisti del 20,7% rispetto all’anno precedente. Gli arrivi sono stati quasi 70.000 e le presenze intono alle 160.000, un aumento considerevole, il miglior risultato registrato negli ultimi dieci anni.

Succede poi che si innesca un circolo virtuoso che spinge le amministrazioni a proseguire in questo percorso già iniziato di promozione della città.

Come funziona la candidatura? Le città candidate presentano il programma delle attività culturali previste per l’intero arco temporale di un anno solare. Una giuria seleziona i progetti finalisti, che vengono chiamati a presentare un secondo, dettagliato e approfondito dossier. Tra questi vengono scelte due città capitali italiane della cultura per i successivi due anni, che godranno ciascuna di un finanziamento fino a un milione di euro per la realizzazione delle attività.

Bergamo Capitale della Cultura 2023
Bergamo capitale della Cultura 2023

 

Le Capitali della Cultura dal 2022 al 2024.

Nell’anno della ripresa del turismo, la Capitale della Cultura è la bellissima Procida. Il progetto  selezionato dalla giuria, “Procida, La cultura non Isola”  prevede da aprile 150 eventi in 330 giorni, 350 artisti provenienti da 45 Paesi. Legami, collaborazione inclusiva ed eco-sostenibilità, questi i principi cardine del programma che prevede progetti di valorizzazione e restituzione di spazi pubblici alla comunità, workshop formativi su temi come lo sviluppo eco sostenibile, il futuro delle giovani generazioni e della conservazione e lo sviluppo dell’identità culturale dell’isola. Non mancheranno i concerti lirici, le performance di danza, fotografia e arte. Scopri di più sul sito dedicato.

 

Nel 2023 sarà la volta di due città lombarde, Bergamo e Brescia, una scelta voluta dal parlamento a favore dei territori duramente colpiti dalla pandemia. Due città che cooperano in un progetto innovativo e di ripartenza dopo due anni di crisi. Il dossier La città illuminata si articola in quattro aree su cui saranno realizzati iniziative ed eventi che renderanno Bergamo e Brescia protagoniste del palinsesto culturale italiano ed europeo durante tutto il 2023.

 

Nel 2024 capitale della Cultura sarà Pesaro, la città di Rossini, della musica, della bicicletta, gioiello architettonico che ha sempre investito tanto nella cultura. La città ha vinto con un progetto plurale che ha coinvolto i cinquanta comuni della provincia e il sistema di enti, associazioni e professionisti della cultura.

Il dossier dal titolo La natura della cultura si sviluppa in cinque sezioni e mette al centro il ruolo della Cultura e della Natura  considerata quest’ultima non più come risorsa da sfruttare, ma da tutelare e come comunità in cui vivere, senza discriminazioni e disparità sociali, di genere ed economiche. A questo link trovi info in più sulla candidatura della città.

 

 

 

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